Day 4 – Guesthouse Crazy

Potrei raccontare di quant’e’ bella l’isola di Pag, con le sue strade modello USA in miniatura tra salite e discese, potrei raccontare del mare tra i piu’ cristallini che abbia mai visto, le spiagge affollate di turisti, dei locals che parlano tutti almeno 4 lingue e del cibo indubbiamente internazionale, ma mi sembrerebbe scontato e forse anche un po’ banale. Per questo ci sono le fotografie.

Quello che pero’ non penso di riuscire a fotografare e’ proprio l’immagine che mi si e’ delineata delle persone che gestiscono la Guesthouse Crazy. Ovvio ci sono centinaia di tizi che passano ogni stagione, ma se tu riesci a distinguerti o a possedere qualcosa che gli altri non hanno riuscendo a fare breccia in questo muro apparente iniziale potresti rimanere sorpreso.

I dettagli sono troppi le persone anche, ma Doga sicuramente is “one of a kind”. Non puoi non notare questa montagna di uomo, biker, che si aggira per il posto. Ed e’ proprio in quella mezz’ora di relax in inglese che hai la vera fotografia che nessuna guida o macchina fotografica ti potra’ mai dare, dagli anni del conflitto bellico, alla passione per le moto, fino ad oggi. Un fiume di parole che non stancano mai ma generano solo altre domande.

Qualcosa pero’ devo far passare di qui per cui, come sono finito a fare questa foto?